C'è una cosa che io faccio, sistematicamente, da tutta la vita.
Ed è allontanarmi dalle persone ogni volta che dentro ho qualcosa che non va.
Non riesco a condividere il dolore, la sofferenza, il senso di smarrimento, il caos.
E allora, come fanno i gatti quando stanno male, me ne vado.
Ho bisogno di rifugiarmi altrove.
Metaforicamente, non ha importanza che sia sotto un albero, su una spiaggia deserta o in mezzo ad una via così trafficata da risultare invisibile quanto tutti gli altri.
Ma io con le persone ci lavoro.
E la fuga a volte è così dannatamente difficile da farmi sentire schiacciata contro un muro, a boccheggiare, con la nausea perenne, gli occhi lucidi, le guance rosse, un volto bianco da anemica.
Però adesso sono a casa, finalmente.
Anche questa lunghissima giornata può dirsi conclusa.
Ho cenato.
Fatto una doccia bollente che m'ha tolto anche la pelle.
Lui è di là, in silenzio. E non sa quanto gli sia grata per starsene lì.
E farmi stare qui, soprattutto.
In una stanza diversa.
In quest'assenza di suoni.
Sola.

Spero solo comprenda e custodisca questo tuo "rifugiarti altrove"
RispondiEliminaChi rispetta, vuol bene davvero.
EliminaE' un modo di fare che mi è molto famigliare. In vita mia ho conosciuto solo due persone con cui potevo essere io... compreso l'Io che riesce a condividere qualcosa di se (nessuna delle due fa più parte della mia vita). Amo l'anonimato delle grandi città, dove intorno succede di tutto ma tu non sei nessuno e puoi essere un semplice spettatore incastrato nel suo caos mentale.
RispondiEliminaMi dispiace leggere che nessuna di quelle due persone facciano più parte della tua vita.
EliminaE' molto doloroso pensarci.
Sono vive naturalmente... Avendole conosciute in età adulta, devo solo riabituarmi ;)
EliminaSi, non ho pensato neanche per un momento che fossero morte. Semplicemente, a volte, anche le persone che più ci sono vicine, non sono destinate a restare per sempre con noi.
Eliminal'importante è avere qualcuno a fianco che rinunci a starti a fianco, per rispetto e non per disamore.
RispondiEliminamassimolegnani
Chi ti vuol bene capisce quando avvicinarsi e quando fare un po' di spazio.
EliminaBuona giornata Massimo, grazie per la tua presenza delicata e sempre rispettosa :)
Ci sono dei momenti, che uno ha bisogno di restare solo e avere i propri spazi.
RispondiEliminaTempo necessario, si.
EliminaSe il silenzio della mia solutidine colora il tempo del mio tempo con un ricordo, un sorriso, un raggio di sole, forse non sono davvero solo..
RispondiEliminagrazie per la gradita visita.
a presto, Maurizio
Sai che mi piacciono le tue poesie.
EliminaBuona serata.
Te ne sono immensamente grato. Grazie della tua presenza.
EliminaBuon inizio di settimana
Grazie, anche a te :)
Eliminahai ragione, a volte navigando nel mare della vita si “ incontrano “ scogli che feriscono e si sente il bisogno di stare da soli , “di leccarsi le ferite “ per riprendere poi la navigazione .Le persone che stanno intorno , se sensibili rispettano questo modo di sentire e si limitano alla vicinanza , a far sentire che non si è soli , in altre parole comprendono e non rompono con “come stai? Che hai? Ecc.” facendo hai pesare di più la cosa . Ti capisco…
RispondiEliminabaci
eos
Hai centrato il messaggio :)
EliminaGrazie. Buon sabato.
dentro ho da sempre qualcosa che non va.
RispondiEliminama non sono cattivo (un tempo lo pensavo :)
ciao
Cattivo, di te, non lo avrei detto mai, in effetti.
EliminaE credo che tutti, dentro, abbiamo qualcosa che non va ;)
Ciao.
occorre intendersi sul "qualcosa" :)
Eliminaciao
Un qualcosa di diverso, per ciascuno.
EliminaSono sicura che il mio qualcosa sia diverso dal tuo, ad esempio.
Ingranaggi inceppati ma differenti.
diversità molto probabile.
Eliminanel mio caso ho convalidato (e perfino rafforzato) la predisposizione all'inceppamento :)
ciao
E allora non c'è altro da dire, significa che ti sta bene :D
EliminaCiao.
lieto giorno :)
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