Avevo voglia di scrivere.
Ma se scrivessi tutto quello che veramente avrei bisogno di dire, allora le parole non sarebbero altro che macchie d'inchiostro, un groviglio, un intreccio di nero su un bianco sporco, macchiato.
E tutto sarebbe così poco comprensibile che non scrivere affatto è, tuttavia, l'unica scelta sensata che possa prendere.
E allora son qui, su questa pagina ancora immacolata, ad immaginare quelle parole, vederle fluire fuori, scorrere su binari che non s'incontrano mai, file di pensieri cui io stessa non so dare ordine.
Le vedo uscirmi dalla testa, attraversare i riccioli scuri e ribelli, nascondersi dietro il divano, le sedie, quindi i pensili della cucina.
Sarò a lavoro tra non molto, ma adesso sono ancora qui, ad ascoltare la lavastoviglie lavorare, a guardare questo sole tiepido che filtra leggero, che prova a scovare dove quelle parole si siano annidate, quasi a volerle portar fuori, mostrargli questo mondo di grigi e di scuri in cui ogni tanto, almeno ogni tanto, ci si dovrebbe prender la briga d'esser responsabili di ciò che si fa e di quel che si pensa.
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