Un risveglio caotico, alle 5 del mattino, con un colpo di tosse profondo quasi a farmi strozzare.
Non ho la tosse in questi giorni e quel colpo è stato l'unico.
Eppure mi ha svegliato, avevo difficoltà persino a respirare.
Mi sono alzata, ho bevuto un sorso d'acqua. L'intera articolazione temporo-mandibolare era dolorante, infiammata. Lo era anche quando mi sono coricata, ieri sera. Persino il cuscino mi creava tensione.
Ho fatto colazione con calma, sbrigato alcune faccende.
E a un certo punto me ne sono andata al mare.
Il cielo era ricoperto di nuvoloni scuri e le onde iniziavano ad assumere una certa violenza nel riversarsi sulla spiaggia. Era sporco, perché a mischiarsi col vento capita d'insozzarsi.
Ero sola ad eccezione di due ragazze che in un lembo di sabbia giocavano a farsi selfie accattivanti da dive.
Mi sentivo stordita per via del risveglio maldestro e di quella strana sensazione tra la bocca ed il collo.
Ma l'umore era buono, tranquillo, privo di evidenti scossoni.
Persino il mare mosso lì accanto non mi agitava a mia volta, come se per questa occasione ci fossimo completamente disconnessi. Ciascuno con le sue geometrie, i propri andirivieni, le sue emozioni divergenti.
Quando sono tornata a casa, sudata ma meno sbattuta di quando ero uscita, ho spalancato le finestre ed ho osservato il cielo cambiare più volte.
Qualcuno lì intorno stava preparando i biscotti e il loro profumo mi arrivava nitido alle narici scatenando ricordi neanche troppo lontani.





