Una ragazza vista di schiena.
Capelli scuri e ricci al vento.
Un vestitino rosso.
Uno zaino leggero.
Braccialetti scuri sul polso destro.
Il mare a due passi, al di là della balconata.
Una persona che conosco mi fotografa a mia insaputa. Elabora la foto con l'intelligenza artificiale.
Me la invia.
E sono io. Si, quella donna di schiena sono io.
In una sorta di cartone animato che rimanda un'immagine dai colori più vividi e più belli di quelli che davvero incontravano i miei occhi, eppure intensamente reali.
C'è tanto di me in quell'immagine e non riesco a smettere di guardarla.
Ieri mattina ero esattamente così. Con quel vestito rosso, con quei capelli, con quel piccolo zaino colorato, con quei braccialetti.
Pensavo a chissà cosa mentre camminavo, sudavo, soffrivo il caldo, aspettavo che aprisse il supermercato e ingannavo il tempo nel posto che m'accoglie sempre.
Provo tenerezza per quella ragazza di schiena. Avrei voglia di abbracciarla.
Avrei voglia di abbracciarmi.




