lunedì 4 maggio 2026

Valeriana Rubra



Ho avuto freddo in questi giorni. Ne sento tuttora.
Osservavo luoghi meravigliosi, già visti in precedenza. Il presente e il passato si sovrapponevano, sembravano mescolarsi come in un grosso calderone.
Le piante di valeriana rubra accarezzavano gli scogli con i loro pennacchi rosa e i folti cespugli di rose rosse profumavano interi viali.
Il Circeo si stagliava incantevole davanti ai miei occhi. Camminavo decentemente nonostante l'infortunio, anche se a volte mi dovevo fermare.
Il vento non mi spettinava solo i riccioli. Mi faceva tremare come in pieno inverno.

Provavo sensazioni contrastanti, che faticavo a celare.
Ricordavo l'ultima volta che ero stata lì, perfino i discorsi che erano stati fatti.
Ero serena, nonostante tutto, ma quella serenità si faceva in qualche modo macchiare dai ricordi, da tutto ciò che avevo vissuto, dalle difficoltà, dal tremolio stanco del mio cuore.

Però la natura mi accoglieva, mi teneva stretta a sé. 
Quello che vedevo era di una bellezza autentica, vigorosa, senza filtri.
Mi inondava le retine, le terminazioni nervose.
Non potevo far altro che sentirmi immensamente grata.