venerdì 5 giugno 2026

Estratti

 

Giovedì 28 maggio, ore 9:07.
Qui fa già molto caldo, più di quanto dovrebbe farne alla fine di maggio.
Il mare è una tavolozza di colori d'ineguagliabile bellezza, ancor prima di arrivare già ne avverto il richiamo. E quando poi sono lì sento il cuore calmarsi, la mente riprendere una sua forma. 
Cammino, corro, sudo. Soprattutto osservo.

La sera non esco più.
Non ricordo quando ho cenato fuori l'ultima volta, mi sembrano tempi lontanissimi.
Torno tardi dal lavoro. Stremata. Il tempo di preparare la cena, struccarmi, togliermi di dosso gli abiti intrisi di gente, fare una lunga doccia con gli occhi serrati. 
E poi crollare per un sonno che purtroppo non sempre ristora.
Mi sveglio di colpo molto spesso. M'inabisso nei rumori della casa, del frigorifero, le automobili in strada, l'orologio del forno. E quando torno a dormire non so mai se durerà un'ora, mezz'ora o un po' di più.

Venerdì 5 giugno, ore 12:21.
Sono andata a trovare colei che è stata mia suocera per vent'anni. Solo dieci minuti in una mattinata piena di cose che entrambe stavamo incastrando.
Quando mi ha aperto la porta sorrideva.
Le ho fatto gli auguri per il suo compleanno, regalato delle rose, ne è stata felice.
Abbiamo parlato un po', in quella casa che conosco bene c'era una brezza gradevole ben distante dal caldo che mi aveva fatto sudare poco prima. 
Ho sempre pensato che le persone che hanno fatto parte della nostra vita, e a cui vogliamo bene, non debbano necessariamente essere rimosse quando le cose cambiano. I rapporti possono trasformarsi, anche i sentimenti a volte, ma il bene che c'è stato resta e quello non ci può essere tolto.
In questo stesso giorno, lo scorso anno, indossavo un bel vestito a fiori e sedevo ad un tavolo con lei e gli altri. Ci sono fotografie a testimoniare che eravamo lì sotto quell'albero a mangiare insieme. Per me ciascuno di loro resterà parte della mia famiglia. E' così e basta, non va neanche spiegato a chi non lo sa capire.