Due ragazzine sedute sulla stessa panchina.
Una con i capelli azzurri, l'altra color nocciola.
Erano vestite allo stesso modo e se una delle due non avesse avuto i capelli decolorati avrei potuto confonderle, tanto erano simili.
Non si guardavano. Non osservavano i cigni, i germani reali, le persone sulla spiaggia scura, il lago a due passi da lì. C'erano solo quei dannati schermi che le risucchiava in un silenzio tombale.
Avrei voluto scuoterle, dir loro di parlarsi, di guardarsi negli occhi, di farsi una compagnia reale e non così effimera. E invece ora tutto è talmente piatto: ciascuno è perso dentro video stupidi che anziché comunicare qualcosa tolgono il poco che ancora c'è.
Il mondo è diventato così falso, così irreale.
Esiste ancora qualcosa di vero, di profondo, di giusto?
O è solo distrazione, voltarsi altrove, non pensare?
Si attraversa la strada col telefono in mano.
Si guida col telefono in mano.
Si finge di ascoltare i figli col telefono in mano.
Si fanno le vacanze col telefono in mano.
Ci si preoccupa poco, mi sembra, del disastro che sta avvenendo a livello globale (economico, politico, climatico, sociale) perché fin quando ci si può distrarre tutto sembra restare in piedi.
Che avvilimento.
Siamo sempre più soli, più poveri, meno liberi. Stiamo morendo bolliti o bruciati in un clima che peggiora ogni anno di più.
E non facciamo nulla se non girarci da un'altra parte.

Si sono persi tanti valori in questa società.
RispondiEliminaI valori ci sono ma nettamente affievoliti.
Elimina"Stiamo morendo bolliti o bruciati in un clima che peggiora ogni anno di più". Già, davvero. Per ciò che concerne gli smartphone sono utilissimi ma anche una gabbia, e i video "Monnezza" capitano anche a me, mi accorgo che cadere nello "scrolling" è facilissimo. Però da "vecchietto" me ne accorgo, i giovani invece...
RispondiEliminaE' uno strumento utile, ovviamente. Ma è diventato distrazione di massa perenne.
EliminaLa verità è che notiamo sempre i difetti degli altri e tendiamo a giustificare i nostri stessi comportamenti scorretti, che ci sembrano normali o necessari. Gli altri stanno sempre al cellulare, noi invece no, e se lo usiamo è perchè serve davvero. Dai, siamo seri! Questo utile strumento (io non ce l'ho...e non lo voglio) è una vera trappola, una prigione, ed è sfuggito di mano a tutti. Dico tutti e non solo a quelle due ragazzine sedute sulla stessa panchina. Un consiglio: buttatelo via e siate liberi...e se proprio non ne potete fare a meno, spegnetelo ogni tanto durante la giornata. Intanto io lo vieterei sui mezzi e nei locali pubblici, così come è vietato fumare.
RispondiEliminaIn realtà sono sempre stata molto autocritica con me stessa, tanto che a volte mi è stato detto di essere meno dura. Quello delle due ragazzine è chiaramente un esempio, uno spunto di riflessione per poter parlare di un fenomeno che coinvolge davvero qualunque strato della società. Non ci sono persone non coinvolte, estranee, età fuori dalla portata di ciò di cui ho parlato. Quindi si, anche io, qualora il tuo commento servisse a dire che me ne sto tirando fuori. Proprio no. Se tu non hai questo "utile strumento" evidentemente non ti serve, ma sei chiaramente parte di una minoranza.
EliminaA proposito di maggioranza e minoranza mi viene in mente quella frase che Nanni Moretti pronuncia nel film "Caro diario": “Io, anche in una società più decente di questa mi ritroverò sempre con una minoranza di persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre d’accordo e a mio agio con una minoranza”.
RispondiEliminaIo sono sicuro, cara Katrina, che fra qualche anno lo smartphone - in attesa che venga impiantato sotto pelle ai nascituri - sarà reso obbligatorio, come la carta d’identità o la patente. E chi andrà in giro senza, verrà arrestato. Stiamo perdendo la libertà e non ce ne accorgiamo. D'altra parte questo "utile strumento" si chiama anche "cellulare" come quel furgone usato dalla polizia penitenziaria per trasportare i detenuti. Un caro saluto :)
Io me ne rendo ben conto, in realtà. La libertà è un concetto puramente utopico, che non ci appartiene da un sacco di tempo. Ma tanto finché hanno 3 spicci da spendere in falsi svaghi si sentiranno al sicuro, contenti, lontani da minacce che sono già attualissime.
Eliminanon sono, non mi sento in trappola.
RispondiEliminaquestione di spirito o, se preferisci, di scelte consapevoli e coerenti.
ciao
Ok, mi fa piacere per te.
EliminaCiao.
se ti interessa correggere: hai scritto libello invece di livello.
Eliminacon questo in un certo senso sto restando in tema.
mi sento molto partecipe e responsabile.
ciao (è sempre un piacere)
Grazie, correggo subito!
Eliminaprego.
Eliminaciao
analisi lucida e purtroppo reale della società contemporanea: abbiamo perso la strada e vaghiamo spaesati in un deserto senza fine; abbiamo tutto eppure ci manca l'essenziale.
RispondiEliminaMolti guardano solo il proprio orto, secondo me.
Elimina"Siccome a me non capita, allora va tutto bene". Io ho ben chiaro il fatto che facciamo tutti parte dello stesso universo e che un male diffuso sia un male per tutti.