Giorno numero nove di settembre, e ancora non so che pensarne.
Non riesco a farmene un'idea, come di quelle persone con cui parli per un'ora intera e in quella successiva ti interroghi su cosa vi siate detti. Non hai inquadrato la persona, il discorso, le idee.
E così è stato settembre, finora, per me.
Una sorta di prolungamento scrauso di agosto.
Le giornate si sono accorciate ma addosso ho ancora la stessa afa putrida, la stessa sensazione di fatica dovuta alla suddetta.
Lavoro, pulisco casa, procedo con allenamenti di cui non vado fiera.
Noto un cambiamento così sottile da non riuscire ad acciuffarlo. Mi sfugge tra le dita, non ne avverto neanche l'odore.
Ero più felice un anno fa?
Forse non più felice ma sicuramente più viva.
Ho come la sensazione di barcamenarmi ora, non totalmente presente nello spazio che occupo, una creaturina che vaga in una perenne ricerca di sé stessa che non trova - quasi - mai.

Ti lascio il mio saluto ed un abbraccio
RispondiEliminaGrazie Giorgio, ricambio :)
EliminaSecondo me anche il caldo e l'afa fanno la loro parte.
RispondiEliminaIn Italia questa fine di primavera-estate ho sofferto tantissimo il caldo. Se non avessi dovuto lavorare, sarebbe forse stato ottimale, visto che la sera collassavo sul letto e mi risvegliavo la mattina dopo. (È stata anche un'estate meravigliosa però, ora ricordo solamente la parte bella, la fatica è dimenticata.)
Per quanto riguarda il caldo, sono rinata una volta tornata qui. Il cervello finalmente funziona. Certo, qui ho altri spettri... la mancanza di sole e luce. La relativa solitudine. Comunque, ecco, il problema del caldo non c'è e credimi, questo caldo estremo che non ti lascia dormire per mesi probabilmente contribuisce alla sensazione di non essere totalmente presente nello spazio che occupi.
Spero che arrivi il fresco...
Ti abbraccio
Hai ragione da vendere sul caldo e su quanto sia spossante, debilitante. Quest'anno ne ho risentito moltissimo sia a livello fisico che psicologico. In questi due ultimi giorni si è tornato quantomeno a respirare, lo aspettavamo tutti...
EliminaUn abbraccio.
C ‘è una certa corrispondenza tra l’immagine e il testo, anche quella foglia sembra un po’ spaesata e non si capisce se ha ceduto al prolungarsi del caldo o all’arrivo dell’autunno come le compete.
RispondiEliminamassimolegnani
E' una bella riflessione la tua, molto poetica.
Elimina...non devi sentirti pronta, devi solo iniziare... ho trovato questo pensiero scritto a mano, da qualcuno in un bigliettino usato come ferma libro, al interno di un volume preso in biblioteca. Mi ha interessato più questo pensiero che il libro. Forse potrebbe essere utile ad entrambe... in quella ricerca di noi stesse...che ancora nn troviamo. Un bacio da quassù a te
RispondiEliminaHo iniziato sempre senza essere pronta.
EliminaSempre. Tutte le volte.
Chi aspetta di sentirsi pronto non inizia mai. Un abbraccio.
Settembre ha avuto un inizio "rovente", ora, dalle mie parti, è invece..settembre. La sensazione di "vagare" e il riconoscere questa sensazione secondo me sono segno di maturità e intelligenza, invece! Perché interrogarsi, mettersi in discussione...è segno di ciò.
RispondiEliminaMi interrogo e mi metto in discussione da una vita intera, spero di continuare a farlo.
EliminaE si, settembre ora ha assunto contorni meno roventi. Era ora!