Giorno numero nove di settembre, e ancora non so che pensarne.
Non riesco a farmene un'idea, come di quelle persone con cui parli per un'ora intera e in quella successiva ti interroghi su cosa vi siate detti. Non hai inquadrato la persona, il discorso, le idee.
E così è stato settembre, finora, per me.
Una sorta di prolungamento scrauso di agosto.
Le giornate si sono accorciate ma addosso ho ancora la stessa afa putrida, la stessa sensazione di fatica dovuta alla suddetta.
Lavoro, pulisco casa, procedo con allenamenti di cui non vado fiera.
Noto un cambiamento così sottile da non riuscire ad acciuffarlo. Mi sfugge tra le dita, non ne avverto neanche l'odore.
Ero più felice un anno fa?
Forse non più felice ma sicuramente più viva.
Ho come la sensazione di barcamenarmi ora, non totalmente presente nello spazio che occupo, una creaturina che vaga in una perenne ricerca di sé stessa che non trova - quasi - mai.

