giovedì 13 agosto 2026

Silenzio Piccolo

 

Fiamme alte nella notte.
L'arancio dei bagliori rendeva il buio psichedelico.
L'aria diventava sempre più pesante, irrespirabile. 
Animali selvatici arsi vivi. Gente che gridava o che riprendeva la scena apocalittica con l'onnipresente cellulare.
Quando sono andata a dormire tutto questo era ancora in atto ma la stanchezza ha avuto ugualmente la meglio. 

La sveglia delle cinque e mezza mi ha presentato il conto di un'aria ancora difficile.
Detriti su ogni parte del terrazzo.
Ho fatto colazione al buio, mi sono vestita nella semi oscurità e sono uscita.
L'alba mi restituiva un cielo soave, delicatissimo.
L'aria non era ancora impregnata del solito caldo opprimente.
Ho camminato a lungo, senza uno schema preciso.
Il mare calmo al di sotto di quel cielo rosa assumeva sembianze romantiche, ma le spiagge andavano via via affollandosi man mano che il tempo passava, e quando sono fuggita i chioschi non avevano ancora aperto i battenti.

Il caffè l'ho bevuto un cucina, dopo che pezzo dopo pezzo m'ero tolta tutto quello che avevo addosso.
La gonnellina blu elettrico, il costume, le scarpette chiare.
Con le imposte ancora chiuse osservavo il caos che in pochi istanti avevo fatto entrare in casa mia.
Nuda, appoggiata contro i pensili, rimandavo la doccia solo per far durare un istante di più quel momento di silenzio piccolo e meraviglioso.

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