martedì 11 agosto 2026

Quelle Notti Lì

 

Da bambina la notte di San Lorenzo salivo sull'ampio terrazzo dei miei zii.
Tutt'intorno lucine di case sparse e sopra alla testa un cielo nero pece.
Secondo mio padre da lì si poteva vedere persino la cupola di San Pietro, ma era una sorta di leggenda, credo, perché anche con la luce del giorno non l'avevo scorta mai.
Con mio fratello e con la piccola Francesca sedevamo sul dondolo e guardavamo all'insù.
I nasini verso l'alto, gli occhi fissi in punti imprecisati del cielo.
E così aspettavamo di osservare almeno una stella cadente, con il nostro piccolo grande desiderio già pronto. Che magari era solo un giocattolo nuovo, un gattino rosso o nuovi amici con i quali giocare.
Aspettavamo invano, il più delle volte.
Eppure un anno ne morirono ben tre sotto i nostri occhi e noi meravigliati non stavamo nella pelle. Erano dunque tre i desideri da esprimere? o doveva essere sempre lo stesso espresso per tre volte?
Quella di San Lorenzo era una notte magica, di buio e di speranza. Non c'era il caldo opprimente di oggi e sul terrazzo si godeva quasi sempre, a quell'ora, di un morbido venticello che ci accarezzava la pelle.
Pensavamo già al fatto che appena un mese dopo saremmo tornati di nuovo a scuola e il tempo sembrava volare sotto i nostri piedi. Dopo quella notte sembrava accorciarsi troppo, assumere sembianze più minacciose.
Ma quella notte no, quella notte potevamo aspettare, osservare, desiderare.

Intorno a noi le voci degli zii. Sul grande tavolo bianco i resti della cena o le bucce di un grosso cocomero.
Ora come ora penso che ci dicessero di attendere le stelle per farci restare buoni e silenziosi perché nessuno degli adulti guardava il cielo insieme a noi. Era solo una bella distrazione, un alibi per smorzare il nostro chiasso.

Sono anni che non mi fermo ad aspettarne una, forse da quando mi sono trasferita qui ed il cielo ha un aspetto completamente diverso che in campagna.
A volte mi è capitato di osservare qualche pianeta o l'allineamento delle costellazioni.
Ma la notte di San Lorenzo ormai passa così, quasi in sordina, tanto che ieri non c'ho pensato neppure. Il calendario segna giorni di cui non mi rendo pienamente conto, un po' sfinita dal caldo, dalle persone, dalle crisi familiari dei miei genitori e dal mondo per intero.

18 commenti:

  1. Mi son reso conto che è passato San Lorenzo, solo perchè ti ho letta. Desideri a parte, il naso all'insù effettivamente sempre esser un'esclusiva dei bambini... è un peccato perché era bello stare un po' con la testa fra le stelle.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Noi adulti abbiamo perso un po' di incanto.
      Ed è un vero peccato...

      Elimina
  2. Il caldo atroce (avevo promesso che quest'anno avrei imparato a non lamentarmene ma l'ho fatto quando ancora non era arrivato quello vero! :)) mi ha tolto tutte le energie, ti ho letta sempre ma non avevo proprio i neuroni abbastanza collegati per lasciarti commenti significativi.
    Ho ritrovato nei tuoi post esattamente tutti i su e giù umorali che ho avuto anche io durante tutto quest'anno quindi ti capisco abbastanza bene. Queste temperature non aiutano di certo a sentirsi più leggere, soprattutto se non si ha la possibilità di combatterle staccando da tutto. Però un mini consiglio te lo dò: anche se il cielo è diverso da quello che ammiravi da bambina e non ne hai tanta voglia, il vero picco delle Perseidi è previsto pee la notte del 22. Fai ancora pienamente in tempo per non rinunciare anche solo ad un piccolo desiderio ❤️ non si sa mai, alla fine ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ps. Scusa, tanti auguri di buon compleanno anche se in ritardo ❤️

      Elimina
    2. Ciao Paola, è sempre bello rileggerti :) non ti preoccupare, anche io a volte leggo ma non riesco a commentare perché non mi escono le parole o perché sono come...anestetizzata da altro.
      Grazie come sempre per la tua presenza ed empatia, ma anche per gli auguri di compleanno :) un abbraccione.

      Elimina
  3. Io che non ho mai visto una stella cadente, un po’ perché stavo in città, un po’ per la miopia, un po’ per sfiga, provo una sana invidia per le tre stelle che hai visto da bambina e mi vien voglia di chiederti, ora che bambino non sono (e nemmeno tu) come cadevano le stelle, lasciavano una scia o si spegnevano di colo?
    massimolegnani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ero piccola ma le ricordo come piccole scie luminose improvvise, di una durata piccola piccola. C'erano e poi subito scomparivano, quasi pensavi di averle sognate :)

      Elimina
  4. Una notte un po’ magica che abbiamo dimenticato, complice anche questo caldo che fa rimanere in casa con il climatizzatore acceso giorno e notte. Saluti belli.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti il caldo scoraggia molto, si.
      Saluti anche a te e grazie per la visita.

      Elimina
  5. Io ho dormito anche all'aria aperta sotto cieli stellati, quando ero ragazzo e una vita davanti piena di sogni.

    RispondiElimina
  6. Quando hai scritto che ne avete viste tre insieme e non sapevate se era lo stesso desiderio espresso tre volte o tre desideri diversi (per persona ovviamente :) ho sorriso :)
    Era come se vi vedessi lì, bambini, a disquisire sulle possibilità :)

    Mi hai anche fatto venire in mente che mia figlia, quest'anno, al compleanno si è fermata un attimo prima di spegnere le candeline, e ha detto "Aspetta, devo esprimere un desiderio, è importante!"

    Noi ora siamo al fresco della Svezia. Temperature ragionevoli fanno tutta la differenza del mondo. Probabilmente stasera proveremo a guardare l'eclisse di sole (qui il picco è alle 20, in Italia dove sarei stata io invece alle 20:20). Se il cielo è limpido e hai tempo, guardala! Ma ovviamente con la giusta protezione, tipo un vetro da saldatore (occhiali da sole sono insufficienti a proteggere la vista...)

    Comunque, anche, cercheremo di stare su questo fine settimana, e guardarci un po' di stelle cadenti :)

    Un abbraccio, N.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Nuvola, era davvero mia intenzione guardare l'eclissi ma non ho alcuna protezione sufficiente e non voglio avere danni, quindi penso che eviterò, a meno che non riuscirò a trovar qualcosa prima di stasera. Dovrebbe esser visibile quando uscirò dal lavoro, quindi come tempistiche ci sono. Vedremo.
      Voi godetevi il fresco che è una bella cosa. Qui il solito forno rovente. Baci.

      Elimina
    2. Necessitiamo di un regolamento relativo alle casistiche per la espressione di desideri su astri cadenti!
      ;)

      Elimina
    3. Ahaha, hai ragione Uomo. Non possiamo mica fare come ci pare :D

      Elimina
  7. Quando mi capita di essere fuori, magari xche stendo il bucato, capita di vedere una stella cadente e anche se nn è S.Lorenzo provo ad esprimere il mio desiderio, quando finiscono gli ultimi fuochi di artificio io esprimo un desiderio, se trovo un quadrifoglio pure e anche se vedo un arcobaleno ...non costa mai nulla esprimere dei desideri, anche se poi spetta a noi cercare di realizzarli... un bacio dal Monviso, valle Po a te e al tuo mare

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' una bella filosofia, la tua.
      Qui fuochi d'artificio non se ne fanno più perché pericolosi. Quadrifogli, mai visto uno.
      Però mi capita di vedere cuori ovunque. Questo si.
      Baci.

      Elimina
  8. è capitato anche a me quest'anno: non ci ho pensato.
    e non per via dei desideri: per questo non avrei dovuto pensarci mai.
    nessun cambiamento e tutto sempre possibile e luminoso.
    lieto giorno

    RispondiElimina