E allora di nuovo mi son ricordata che la natura m'appartiene ed io le appartengo.
Che in quello spazio infinito, dove a perdita d'occhio non si vedevano altro che monti, prati, fiori di lenticchie e papaveri rossi, io mi sentivo me stessa.
Parte di ogni filo d'erba, d'ogni nuvola passeggera, di ogni sentiero piccolo o grande, figlia di tutto quel silenzio che mi si posava lieve addosso. Senza risucchiarmi.
Era con me, parte di me.
Non c'erano aquile né poiane in volo. Ma sui fiori era un viavai di farfalle gialle.
E poi i cavalli.
Si percepiva lontananza.
Dalla gente, dal caos, dal rumore, dalle voci, dalle ambulanze in corsa, dagli asfalti roventi.
Era quiete. Finalmente quiete.

Che immagine splendida... trasuda pace.
RispondiEliminaDi che colore sono i fiori di lenticchia? Ho provato a googlare ma non ho avuto un risultato chiaro. Sono violacei/purpurei? Sono bianchi?
Un abbraccio, N.
Sono tra l'azzurro ed il violaceo. Deliziosi :)
EliminaUn abbraccio.
Bellissima la natura.
RispondiEliminaE' casa.
EliminaLa natura aiuta a riconnetterci ed è una ricchezza che troppo spesso diamo per scontato. Ciao Katrina, buon pomeriggio.
RispondiEliminasinforosa
Grazie al cielo esiste, grazie al cielo ci possiamo far abbracciare da essa.
Eliminatutto è racchiuso in quel silenzio che ti si posa lieve addosso senza risucchiarti, così diverso, opposto, al silenzio pesante, soffocante, dei giorni cupi.
RispondiEliminamassimolegnani
Un silenzio estremamente benefico. Dolcissimo.
EliminaUn immagine bellissima, sembra un'opera d'arte.
RispondiEliminaE' come un quadro, si. Un acquerello.
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