venerdì 19 giugno 2026

Come Stelle

 

Il vecchio signore era di fronte a me.
Anche se non si somigliano, non posso fare a meno di pensare a mio padre quando ci parlo.
Hanno dei tratti caratteriali in comune, dei modi di fare.
E così, quando due persone in fila si sono messe a prenderlo in giro per la lungaggine della sua presenza di fronte a me, la loro maleducazione mi ha ferito il cuore.
Avrei voluto abbracciarlo.
Avrei voluto abbracciare mio padre.
Farmi dire che va tutto bene, che ce la posso fare e che ce la farò, che tutte queste difficoltà un giorno finiranno e tornerò a ridere di pancia come ho fatto sempre.
A far brillare gli occhi.

Come stelle.

Due fanali nella notte.

E invece arranco. Soprattutto nella testa, nel cuore.
E nelle cose di tutti i giorni. Quelle piccole, quelle grandi.

22 commenti:

  1. Vedrai che prima o poi questo periodo passerà.
    Un abbraccio.

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  2. Sì, passerà.

    Andrà tutto bene anche se ora arranchi. Ma è umano arrancare...

    Un grosso abbraccio,
    N.

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    1. Ma è umano arrancare, hai ragione.
      Ti abbraccio anche io. A presto.

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  3. io sto provando ad immaginarlo cara Sara questo mondo che ci è stato promesso, dove le relazioni non saranno più minate dal sospetto, frenate dal dubbio e rimpicciolite dall'egoismo; dove ci si guarderà negli occhi e si comprenderà tutto e l'amore non sarà più attraversato dal dolore. Vuoi provare anche tu ad immaginarlo?

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    1. No Luigi, non ho la tua fede né la tua fiducia verso qualcosa che forse non esisterà mai.
      Preferisco guardare quello che c'è, nel bene e nel male. Preferisco essere realista, che non significa mancare di ottimismo e positività. Però immaginare un "mondo promesso" non fa per me. Il vero mondo è quello che calpestiamo tutti i giorni. Per me, si intende.

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  4. A chi lo dici, cara Katrina. Ci sono giorni e momenti nella giornata in cui le forze vengono quasi a mancare. Anche a me molti dicono che passerà, che il dolore si quieterà. Ma la portata di quel dolore lo può comprendere solo chi lo vive. Un abbraccio.
    sinforosa

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    1. Non ho compreso di quale dolore tu stia parlando, ma alla fine i dolori si somigliano tutti perché fanno male e ciascuno ha la sua sensibilità nel viverlo ed elaborarlo. Ti abbraccio.

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  5. Ti ringrazio per il tuo ragionamento pieno di sensibilità.
    Baci.

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  6. Forse esiste solo il momento per tutto,per gioire,sorridere ,piangere , soffrire ,quello per farci apprezzare meglio l'amore,magari quello che è stato ,che c'è o che ancora arriverà.
    Non esiste uomo o donna sulla terra che non sperimenta l'amore,ma il punto è riconoscerlo nei dettagli da cui veniamo quotidianamente avvolti.Questo è il nostro vero compito ,prenderci cura di noi stessi, prendendo in prestito questo tempo per riscoprire chi siamo nel profondo come individui,al di fuori della coppia e delle figure genitoriali.

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    1. Concordo sul fatto di dover riconoscere l'amore soprattutto nei dettagli, nelle piccole cose. Uno sguardo, una premura, un'attenzione particolare.
      Concordo anche sull'ultima parte del tuo discorso: riscoprire chi siamo come esseri individuali.
      Grazie e buona giornata.

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  7. tutti abbiamo arrancato.
    non dico che sia piacevolissimo.
    ma può servire.
    il momento opportuno per ogni cosa.
    ciao

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    1. Certo, non è mica la prima volta che mi capita :D
      Lo so bene. Tutti arranchiamo. A tutti tocca.
      Ciao.

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    2. dopo il primo cambiamento di ritmo si arranca sempre meno (o semplicemente in modo diverso).
      ciao

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    3. Il ritmo nell'arco di una vita può cambiare molte volte, anche per ragioni diverse.
      Lavoro, famiglia, salute, soldi, amore, amicizie, difficoltà di vario genere.
      Non è vero che si arranca sempre meno. Forse è successo a te.
      Ciao.

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    4. difficoltà di vario genere: hai ragione: non è il mio caso.
      mi riferivo esclusivamente all'atteggiamento psicologico personale nelle relazioni.
      ciao

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    5. Ciao e grazie a te per le riflessioni.

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  8. Ci sono alcuni fortitratti comuni ad una generazione, Katrina.
    Una somiglianza tra coetanei.

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    1. Non saprei, nel senso che di anziani io ne vedo moltissimi a lavoro. Solo il suo modo di fare mi fa pensare a mio padre.

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