domenica 19 aprile 2026

Margherite

 

La tartaruga è spuntata improvvisamente nella terra, tra l'erba e le margherite.
Andava girando con un'andatura dinoccolata, buffa.
Ogni tanto sembrava perdere l'equilibrio, poi ripartiva spedita.
Si, spedita.
Che non è mica vero che le tartarughe sono lente.
Questa ha camminato a lungo, anche girando su sé stessa e poi ripercorrendo i medesimi percorsi, come per far ginnastica.
La sua presenza mi incuriosiva e allo stesso tempo mi calmava i nervi. 
Non c'era nulla che la preoccupasse, sembrava l'essere più sereno del mondo.
E anche solo osservarla, per oltre mezz'ora sicuramente, faceva sentire serena anche me.

Bevevo un caffè buono e semplice, preparato con la moka, in un'ampia tazzina azzurra.
Il sole mi sbatteva in faccia, più audace dei giorni precedenti, già pronto a colorarmi le guance.
Lucia sembrava fresca di parrucchiere, con la sua bella capigliatura bionda. 
Io invece avevo i ricci scombinati come al solito, ma lo specchio mi aveva rimandato un'immagine gradevole, tutto sommato mi ero piaciuta. 

Avrei voluto togliere le ciabattine.
Appoggiare i piedi nudi sull'erba asciutta.
Camminare in tondo insieme alla tartaruga.

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