venerdì 6 marzo 2026

Marzo

 

Dunque febbraio è finito e oggi il datario mi informa che è il 6 marzo.
Marzo.
Dov'ero in quei giorni, cosa facevo, mangiavo, bevevo, respiravo?
Mi svegliavo presto. Come sempre.
Pulivo casa forsennatamente. Come sempre.
Mi allenavo. Come sempre.
Preparavo da mangiare. Come sempre.
Andavo a lavoro. Come sempre.
E poi tornavo qui. Gettavo l'immondizia al posto suo. 
La radio che prima era sempre accesa, ora è spenta da un po'. 
Non riesco ad ascoltare musica se non pianissimo, un lamento appena accennato, distante.
Dunque la cena da sola.
La lunga doccia calda.
E addormentarsi con qualche ausilio.
Sprofondare.
A volte piangere, girarsi, sognare sogni che non ho mai ricordato.
Se penso a febbraio ricordo questa sfilza di gesti automatici nei quali ero presente per metà.
Soprattutto penso alle lacrime di mia madre al telefono, alla sua apprensione, alle mille paure che ha per me. Ho ricordi nitidissimi anche delle mie, di lacrime, e non ho mai pensato che un essere umano potesse produrne una simile quantità.
Il mare è ancora con me, compagno silenzioso, presenza costante, terapia.
Il cuore invece è in una sorta di coma farmacologico.
Deve aver esalato il suo ultimo battito regolare proprio un mese fa. 

Un giorno starò meglio, mi dico. Dev'essere così. Ma non è ancora quel giorno. E non so quando sarà.
Non voglio mettermi fretta, non voglio sentirmi sbagliata di star vivendo un dolore nel mio modo di farlo.
Perché esistono dei tempi personalissimi, di elaborazione, che non voglio forzare.
Me ne sto da sola perché tollero poco l'altrui compagnia e tutta la mia vita sociale si svolge a lavoro. Il resto delle ore è solo mio. Tolta la maschera dell'efficienza e della falsa allegria posso essere semplicemente me stessa. Una donnina con la pelle bianca e i riccioli neri che calpesta i giorni come può, attingendo ad una forza che non sapeva di avere.

Ho fotografato dei meravigliosi fiori di pesco, ieri.
A febbraio non c'erano.
Segno del fatto che tutto matura seguendo dei cicli ben precisi e che a volte i colori arrivano solo dopo un lungo periodo di pagine grigie.

28 commenti:

  1. è proprio così cara Sara: oggi è uscito finalmente il sole dopo una settimana di nebbia che ha oscurato i sogni di primavera in val padana. Sarà un segno?

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    1. Qui il sole non c'è neanche oggi, ma mi auguro che pian piano si faccia largo.
      Un abbraccio Luigi e grazie come sempre per la tua pacatezza.

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  2. Cerco di uscir fuori da contesto (è più facile). Ciò che leggo è la prova di quel che sostengo da una vita, non giudicare, non invidiare una persona tranquilla o allegra senza poterla vedere fuori dal quel contesto (da quel preciso momento).

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    1. E' il motivo per cui detesto l'invidia. Nessun essere umano può essere invidiato perché ciascuno di noi possiede un dolore di vivere che gli altri non conoscono e non vedono.

      Ti faccio un esempio facile ma brutale.
      L'anno scorso un uomo che conosco si è impiccato nel suo magazzino. Il giorno prima era con gli amici al bar a ridere e scherzare come sempre. La settimana precedente aveva chiesto alla moglie di farsi un viaggio all'estero, presto.
      Eppure si è tolto la vita.
      Il dolore non ha volto, spesso viene nascosto benissimo.

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    2. E' esattamente ciò che penso. Ed è il motivo per cui non son capace di provare invidia.

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  3. Anche questo tempo che ti scorre inavvertito e’ un tempo necessario, lascialo scorrere senza opporti.
    massimolegnani

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    1. Mi piacciono tanto i tuoi commenti perché centrano sempre il punto. Grazie davvero.

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  4. Domani aggiungerò un altro anno alla mia vita e l'unica cosa che desidero come regalo e di potermi svegliare con il desiderio di un nuovo sogno da realizzare. Spero ci sia il sole, perché la luce mi permette di gioire a guardare il risveglio della natura. Se il destino vuole, avremo sempre un risveglio, un nuovo giorno da vivere x sentirci felici di poter vivere. Un bacio da quassù a te:)

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    1. Hai scritto delle cose bellissime. E non mi sorprende che il tuo compleanno giunga nel giorno della festa della donna :) un grande abbraccio Valeria.

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  5. Esatto, a febbraio non c'erano alcune cose, perché a marzo entra la primavera. Tutto va avanti e tutto passa, purtroppo quando ci si trova nel momento... ci sembra tutto lontano e insormontabile. Ma poi succede, e ti auguro succeda prestissimo. Come una primavera.

    Moz-

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  6. Non esiste un modo universale per affrontare il dolore, è vero.
    Ne ho parlato varie volte, sul mio blog, in relazione al lutto.
    Sono certa che tu stia affrontando la cosa nel modo più giusto per te, e che il tempo curerà le tue ferite.
    Anche se, oggi, appaiono eterne.
    Un abbraccio.

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    1. Grazie per il tuo calore Claudia. Un abbraccio anche a te e Lorenzo.

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  7. Leggo i tuoi ultimi post in apnea, fatico a realizzare leggendoti da molti anni. Chiaro, non ti conosco personalmente e quello che so della tua quotidianità, della tua vita, è quello che hai portato e stratificato qui negli anni che mi hanno fatto immaginare te, lui, la tua casa, il tuo posto di lavoro, il paese, la casa dei tuoi etc. Ecco, ora è come se avessi preso il 2° (o anche, 3°, 4°) volume e non riconoscessi del tutto la protagonista, non perché non sia più lei, ma perché la storia ha preso una piega inaspettata. Solo che questo non è un romanzo, è vita vera. E mi sembra di sentire quel dolore che ti attraversa di cui ancora dopo un paio di settimane o quello che è non mi capacito. Mi dispiace. Per te, per lui, per quello che siete stati l'uno per l'altra (ripeto, da quello che si può intuire o capire da un blog), la strada per una nuova dimensione è strettamente personale e il mio augurio è che troviate la vostra.

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    1. Quello che si scrive non è che una parte minima della vita, dei pensieri, delle sensazioni che esistono nell'animo di ciascuno. Ho spesso raccontato piccoli stralci di vita, non ho mai portato fotogrammi interi, semplicemente perché la vita vissuta non finisce su un blog, quantomeno il mio.
      Che poi è la stessa ragione per cui fotografo paesaggi, natura, cose. Mai le persone.
      Comprendo lo sconcerto, ci mancherebbe. Comprendo anche quello delle persone che ci conoscono di persona.
      Ti ringrazio per il tuo augurio e ti mando un abbraccio.

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    2. Sarà un mese domani, comunque.
      Ma è come se fossero passate solo un paio di settimane, anche per me.

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  8. Passerà questo periodo e ci avviciniamo alla primavera, stagione di rinascita.

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  9. Sulle lacrime comprendo appieno, piango dappertutto, alla minima sollecitazione, e a lei dispiaceva, ma è l'unico sgarbo che le reco, e unica liberazione. Poi sul lenire del tempo, non saprei, tanto siamo diversi tutti, ognuno col suo metro differente..

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    1. Non le stai facendo alcuno sgarbo. Le lacrime possono anche essere liberatorie e tu secondo me fai bene a piangere. Un abbraccio.

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  10. Ti sono vicina. Un abbraccio forte.
    sinforosa

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  11. Ciao cara.
    Mi piace molto la tua ultima frase: "Segno del fatto che tutto matura seguendo dei cicli ben precisi e che a volte i colori arrivano solo dopo un lungo periodo di pagine grigie."
    In poche parole hai descritto il senso della nostra vita su questa terra. Grazie, un abbraccio fortissimissimo con l'augurio che presto i colori tornino nella tua vita dopo tanta sofferenza. 💚👋

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