Una mattina di assoluto silenzio.
Neanche la musica sono riuscita a sopportare.
L'accendevo, provavo ad ascoltare una canzone.
La spegnevo.
Poi magari accendevo ancora ma spegnevo di nuovo.
Non riuscivo.
Persino lo stimolo che mi è più familiare mi sembrava eccessivo. Di troppo.
Avrei potuto allenarmi. Come sempre.
Ma sentivo addosso una stanchezza mentale, fisica, emotiva che mi spingeva verso il basso.
Che tendeva a rimpicciolirmi.
Mi teneva tra le dita, esserino minuscolo, avrebbe potuto schiacciarmi.
Allora ho fatto colazione in un silenzio tombale, nel semibuio.
Man mano che il giorno faceva capolino aprivo le finestre, sentivo l'aria fresca del mattino penetrare le stanze.
Ho preso un libro di poesie che amo, preparato un caffè forte, lungo, amaro.
Ho portato tutto in terrazzo, mi sono seduta lì.
Era fredda l'aria? tiepida? non saprei dirlo.
Io ero lì e basta. Leggevo due poesie. Sorseggiavo il caffè.
Sono rientrata, ho chiamato mia madre come di consueto.
Appena due parole, mi sono defilata subito.
E ho lavato le maioliche con l'ammoniaca.
Preparato una tortina alle mele senza zucchero.
Il suo pranzo. Il mio.
Ancora in quel silenzio totale.
Pulito i pavimenti. Le superfici.
Mi sono guardata allo specchio. Ho fatto un massaggio delicato sulla pelle del viso.
I capelli erano un po' folli come al solito ma tuttavia accettabili.
La pelle alabastro.
Gli occhi spenti.
Avrei potuto uscire come sempre. Vedere gente. Prendere un caffè nel solito bar. Osservare il mare. Le nuvole. Le conchiglie sulla sabbia.
E invece sono rimasta qui. E fra poco lavorerò. E quella gente sarà il massimo livello di socialità da cui potrò farmi violentare oggi.

Purtroppo ci sono giornate e periodi così, un abbraccio.
RispondiEliminaRicambio.
EliminaFarsi accarezzare da un post però, ha permesso di sfogare quasi come due passi sulla battigia. Bonus da non sottovalutare..
RispondiEliminaIo non sottovaluto nulla.
EliminaPer quanto lavorare non sia mai un piacere, questa volta può essere utile a rompere l’accerchiamento dei pensieri (e dei non-pensieri, quel mal essere senza causa)
RispondiEliminaBuon lavoro, quindi
massimolegnani
Una sua utilità l'ha avuta, si.
EliminaGrazie Massimo. Buona serata.
Penso che alcune volte sia salutare e necessario il silenzio, questo staccarsi completamente dal mondo. Poi, doversi sforzare per lavoro o altre incombenze, può essere o meno altrettanto positivo. Spero nel tuo caso sia stata una buona parentesi. Un grande abbraccio
RispondiEliminaL'importante è che sia andato... :)
EliminaUn abbraccio anche a te.
Solitudine, xche forse c'è troppa tristezza nella tua mente, traspare sempre più spesso nei tuoi post. Forse stai solo riflettendo su quei cambiamenti, che richiedono tempo, riflessioni, coraggio ma ,che prima o poi dovrai affrontare x te stessa, x ritrovare la tua serenità. Un abbraccio grande da quassù a te
RispondiEliminaHai letto bene Valeria.
EliminaTi ringrazio e ricambio l'abbraccio :)
Spesso la quotidianità delle cose semplici le cerchiamo per averne un piccolo beneficio di serenità lontani dal mondo. Tanto quando basta per innamorarsi del silenzio che ci circorda, del tempo che in quell'attimo dimentichiamo per gli altri ma soltanto per noi.
RispondiEliminaE' la vita.
Buon Lunedi'
Maurizio
Per me salvifici questi momenti.
EliminaCiao Maurizio, buon lunedì.
A volte mi sento proprio così. Ho notato che spesso è legato a qualche malessere fisico, che poi mi condiziona pesantemente l'umore. Forse accade qualcosa alla chimica del cervello, nel mentre? Boh.
RispondiEliminaVedi te che il lavoro a volte torna pure utile, soldi a parte😅
Davide io non riesco a commentare il tuo nuovo blog. Quindi forse non si può proprio? hai tolto tu questa possibilità?
EliminaGrazie per il passaggio e buona domenica.