Credo che a volte, seppur sporadicamente, un po' come tutti gli altri bambini io abbia ricevuto carezze, abbracci ed affetto dai miei genitori.
Al di là della cura pratica, intendo.
Ma la questione è che non ricordo neanche uno di quei gesti.
Ho ricordi vividissimi da bambina, anche quando ero molto piccola, ma non ricordo un solo attimo di affetto, di cura emotiva o sentimentale, di conforto.
E oggi, a quarant'anni, sto venendo a patti col fatto che probabilmente non li ricordo perché non ce ne sono stati.
E qui si spiegherebbe la ragione per cui mio fratello non riesce ad avere una vera e propria storia d'amore.
E si spiegherebbe anche il motivo per cui quel ragazzetto di ventidue anni si dovette prendere la briga di insegnarmi ad abbracciare.
Impiegò un anno per farlo.
Un anno intero in cui non mi fece mai pesare il fatto di non aver problemi nel fare sesso ma di non saper assolutamente come si abbraccia un altro essere umano.
Quando lui mi abbracciava mi proteggevo il corpo con le braccia. Stringevo me stessa. Non riuscivo a farmi abbracciare, ad abbracciare a mia volta.
Lui pazientemente si metteva intorno le mie braccia, anche dieci volte o più, tutte quelle in cui io tornavo nella mia posizione originaria.
Solo dopo mesi riuscii a farmi toccare in quel modo, toccare a mia volta.
Fu un insegnamento così dolce, da parte sua, che non lo dimenticherò più.
Ma ora che son grande, a volte, di notte, mi chiedo perché tutto questo non lo abbiano fatto i miei genitori.
Ricordo le volte in cui mio zio mi teneva sulle ginocchia.
Le coccole.
I suoi occhi innamorati.
E i miei genitori, invece, niente.
Eppure mi amano. Non c'è nulla che mi sia mancato. Tendo sempre a giustificarli, a perdonare, in nome della vita complicata di mia madre, della presenza ingombrante di mia nonna, dell'affetto pratico di mio padre.
Ma al di là di tutto, è ora di ammettere che non hanno mostrato alcuna considerazione per la mia vita emotiva. Sono cresciuta tenendo dentro ogni emozione, ogni paura, ogni dubbio. Sapevo di non poterli raccontare, sapevo che avrei potuto contare su di loro se mi mancava un quaderno, ma non se mi mancava la terra sotto i piedi.
Non c'è stato conforto. Mai.
E adesso lo so.
Non è mai tardi.
E comunque, non fa niente.
Davvero.
Che poi alla fine ho le spalle larghe, credo.

Ogni genitore dimostra l'affetto a modo suo, anch'io non ricordo grandi manifestazioni dei miei, cose che non ho ripetuto con i miei figli.
RispondiEliminaLeggendoti ti ho "odiata"... stavo per iniziare questo commento con un "vaffanculo" amorevole. Ho fatto la tua stessa considerazione non più di 4 anni fa, mentre mi stavano accarezzando la testa. Fu come se si aprisse un mondo, andai letteralmente in pezzi e mi resi conto che, nessuno mi aveva mai accarezzato, mia madre, le mie ex, mia moglie.... . Stesso discorso per gli abbracci, tant'è che sapevo abbracciare e ero io a farlo, ma rimanevo impassibile e rigido se qualcuno provava ad abbracciarmi. E' come dici tu, da bambino/ragazzo non ho sentito questa mancanza e per me avevo sempre avuto tutto l'immaginabile dai miei genitori... ed invece.
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