giovedì 22 ottobre 2026

Gnomi e Folletti

 



Quanto avrei voglia di scrivere.
Immaginare gnomi, folletti, fate, boschi incantati, bellissime sirene in acque limpide, uccelli dai mille colori, anime purissime che non si fanno la guerra.
Vorrei scrivere di un mondo che non esiste, che non so più neanche quasi figurarmi se chiudo gli occhi.
Perché è tutto così gravoso al giorno d'oggi, per ognuno di noi, anche per coloro che fanno finta di niente.

Il mare stanotte ululava ed il suo gridare entrava in casa sebbene tutte le finestre fossero chiuse.
Non c'era vento.
C'era solo questo sbatter di onde sulle coste.
Boom. Boom. Boom.
Il silenzio squarciato dalla sua furia.
I primi anni che vivevo qui mi svegliava spesso. E chiedevo a Fred: "Cos'è?"
"E' il mare. Dormi." Mi rispondeva.
E avrei voluto farlo, sul serio, ma tutto quel caos mi flagellava il petto e i pensieri.
Noto che lo fa tuttora.
Però stavolta mi sono alzata, ho bevuto un bicchier d'acqua, e poco dopo stavo dormendo di nuovo.
La stanchezza mi teneva avvinta a quel letto e avrei voluto che quel senso di oblio mi tenesse stretta a sé ancora a lungo.

Ho scoperto che dormire sola non mi dispiace.
Che condividere questo grande letto solo con me stessa, dopo tanti anni, non mi fa paura.
Mi è amico il silenzio.
Mi sono amiche queste mura.
Le lenzuola pulite.
Poter tirare la coperta dove e quando voglio senza il timore di svegliare alcuno.
Una sera gli chiesi se il suo sonno fosse finalmente migliorato. Mi rispose che non era cambiato nulla a parte il materasso. Forse un pochino quella risposta mi ferì ma non lo diedi a vedere.

Nessun commento:

Posta un commento