Avrei voluto scrivere di una disavventura che ho vissuto nella notte tra mercoledì e giovedì.
Ma non riesco.
Quei momenti, quel senso di terrore, quelle ore di panico mi avvolgono ancora le membra come farebbe un serpente con le sue spire.
Le sento stringere ogni volta che ci torno con la mente.
E allora non lo faccio.
La metto solo qui, quella brutta notte.
Come se appoggiandola in un posto potessi togliermela dal ricordo.
Come se potessi rimuoverla, cancellarla. Buttarla via.
Come se bastasse spostare un evento traumatico per distruggerlo.
Ma no, non basta.
Lo dico con sicurezza.
Si va avanti, semplicemente.
Portandosi dietro quella paura, quell'eco.
E forse un giorno sparirà, andrà via da solo, smetterà di tenermi avvinta.
Ma adesso è ancora qui, mi fissa coi suoi occhi aguzzi, si nutre dei miei pensieri.

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