Davanti alla grande casa l'albero di pero nano era completamente fiorito.
Faceva freddo, intorno l'umidità mi congelava gli arti come in pieno inverno. Eppure lui era lì, bellissimo, pronto a farsi fotografare con i suoi rami colmi di fiori bianchi.
E la peonia accoglieva un gran numero di api che si contendevano la bellezza delle sue gigantesche corolle rosa.
Con gli occhi ho preso quello che potevo.
E ho preso anche gli abbracci, gli sguardi, le parole, l'amore.
Devono tenermi caldo a lungo, allora li ho succhiati via come quegli operosi insetti col polline.

La primavera è sempre stagione di rinascita.
RispondiEliminaMi piacciono le piccole bellezze da succhiare come polline dai fiori. Sono il nostro nutrimento anche se non sempre c’è ne rendiamo conto.
RispondiEliminamassimolegnani
Una metafora che incanta, e spero che clonare questi miracoli della natura ti tenga caldo fino a che il sole e altri abbracci non la faranno da padrone a tempo pieno..
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