mercoledì 18 marzo 2026

Il Pozzo

 

Ci sono pezzi di vita che non puoi più guardare.
Non puoi voltarti verso di essi, osservarli di nuovo. 
Riavvolgere il nastro, spiare tra i fotogrammi. Le parole. I gesti. Gli occhi. 
Non puoi, non devi. 
Perché farlo significherebbe cadere in un pozzo nero di dolore dal quale non sapresti uscire.
E il dolore è un compagno freddo e calcolatore, ti avvolge con le sue spire fino a soffocarti.

Allora ti giri. Appoggi lo sguardo altrove.
L'uomo che ricostruisce il giardino nel palazzo a fianco.
Una cascata di fiori fucsia.
Una donna coi capelli rossi in bicicletta.
Il terrazzo da spazzare.
L'albero colmo di limoni.
Un nonno che tiene la mano stretta in quella del nipote.
Il vento aguzzo che ti spezza la faccia.

Il muratore ha alzato un bel muretto. Ricostruito la pavimentazione. Creato splendide aiuole in cui immagini piante colorate.
Una persona precisa.
Bevi il tuo caffè lungo, lo osservi lavorare in silenzio.
E' così bravo, non si distrae mai. Sembra non creare neppure polvere.
Testa bassa e mani meticolose. 
Ti piace guardarlo creare spazi che prima non c'erano o che erano stati pensati male.

Ma una mattina, molto presto, forse già domani, non lo troverai più lì.
Avrà appoggiato anche l'ultima pietra, sarà stato pagato, avrà iniziato un nuovo progetto altrove.
E forse ti sentirai un poco più sola. 

21 commenti:

  1. C'è sempre una maledetta voce che esce da quel pozzo e ti chiama sempre... e sempre per nome. Difficile non ascoltarla.
    Farei leggere questo post alle persone che pensano che la lro vita sia inutile, che non servano a nessuno... Non è vero. Anche in modo non consapevole, semplicemente facendo ciò che fai sempre (la donna in bicicletta, il nonno, il muratore), puoi esser di aiuto a qualcuno, rendergli la vita più leggera, anche se solo per un secondo.

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  2. non siamo più quelli che eravamo ieri e ignoriamo chi saremo domani: il passato non ci perseguiterà a lungo e il dolore diventerà meno terribile. Siamo stati creati per la gioia!!!

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    1. Io mi sento così, creata per la gioia.
      Ma passare attraverso un dolore significa anche saperlo vivere, non rinnegarlo. Bisogna elaborare.

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  3. Ci sono momenti in cui sono i piccoli gesti degli altri a tenerci insieme. E quando non ci sarà più, resterà il silenzio di ciò che ci ha aiutato senza saperlo.

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  4. Non sarà più il muratore, ma un cliente abituale del bar, oppure lo spazzino che pulisce il viale ogni mattina, il postino che consegna le lettere all'ora di pranzo.
    Ci saranno tanti brevi fotogrammi che ti terranno compagnia. Ancora e sempre. ❤️

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  5. Schegge di passato esisteranno sempre, cambierà l'atteggiamento, l'approccio, e di conseguenza il peso, l'influenza sulla vita corrente, quella che pulsa di momenti che esistono, che ti mandano avanti, che ti strappano dal pozzo e lo renderanno sempre più vago e indistinto.. ;)

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    1. Il passato è importante. Recente, meno recente. Tutto fa la nostra storia.

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  6. senti, in un angolo del giardino c'è un pozzo come quello della foto, dove abbiamo deposto le ceneri di un parente molto caro e appeso alla carrucola un vaso di fiori sempre rinnovati. Non scoperchiamo mai il pozzo per toccare l'urna o spostarla o ripulirla, ma guardiamo i fiori, li accudiamo, e ciò che che abbelliscono e proteggono non fa più dolore.
    ti auguro, col tempo, di fare qualcosa del genere, metaforicamente.
    massimolegnani

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    1. Mi hai raccontato una storia molto bella, la cui metafora racchiude un grande insegnamento. Grazie Massimo.

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  7. Ho imparato ad ignorare quella voce che chiama dal pozzo, perché vuole solo causarci dolore. Ho imparato a concentrarmi di più sulle cose belle della giornata, e meno su quella negatività che è sempre dietro l'angolo. Viviamo tempi bui, ma non possiamo arrenderci.

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    1. Sono d'accordo con te ed era anche questo il senso del mio scritto. Guardare altrove, alla vita che scorre, alle cose belle.

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  8. il pozzo è profondo più fondo del fondo degli occhi della notte del pianto (se non ricordo male).
    lieto giorno

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