martedì 3 febbraio 2026

Cocci

 


Ho scritto di più in questo periodo. Forse cerco di tirar fuori.
Oppure è il mio modo di non implodere. Non so.
Credo che l'esplosione interna sia già avvenuta. E che il mio corpo, la mia mente, stiano cercando di raccattarne i pezzi.
Mi sembra di camminare tra le macerie, a volte.
Come quella volta in cui in mezzo ai paesi terremotati ho calpestato chilometri di cocci in un paesaggio che sembrava senza vita.
Ma era più vivo che mai. Resisteva al disastro.

E anche io, tutto sommato, sto facendo questo.

Piove. Goccioline lievi che cadono scomposte, trascinate dal vento.
C'è una cosa che devo assolutamente capire: le case demolite si possono ricostruire.
E anche le persone.

20 commenti:

  1. Sicuramente si’, e anche le parole aiutano, non tanto come valvola di sfogo o come raccatto dei pezzi sparsi, quanto come modo per arrivare a capirsi e a ricostruirsi. Quindi scrivi con più frequenza del solito che ti fa bene
    massimolegnani

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  2. Tutto continua e si ricostruisce, e se il mondo, il tuo mondo, ti crolla addosso, c'è da dar retta a sé stessi; custodirsi meglio, riedificare con cura ancora più particolare, stavolta.

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  3. Il blog serve anche valvola di sfogo, piano piano vedrai che ricostruirai il tutto.

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  4. Ricostruire non è sempre facile se i cocci sono tanto frammentati. In bocca al lupo e scrivi se ti aiuta che a noi piace leggerti.

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    1. Con difficoltà si possono togliere i cocci. Trovare i fondi per costruire qualcosa di nuovo dentro di noi.

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  5. "costruire" è una delle canzoni più belle di Niccolò Fabi, la conosci?

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    1. No, ammetto di conoscere poco la sua discografia :)
      Me l'andrò ad ascoltare. Grazie.

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  6. Ricostruirsi passeggiando tra le macerie di se’ è difficile ma non impossibile, quando c’è la volontà di farlo ; la ricostruzione è lenta e richiede molto impegno ma poi si torna a passeggiare in un “paesaggio” piano e familiare .
    Baci
    Eos

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    1. Io la penso come te, voglio essere positiva e lo sarò.
      A presto :)

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  7. Cesare Pavese nel suo "Il mestiere di vivere" scrisse:
    "L'unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante".
    Peccato che lui, ad un certo momento, non abbia voluto cominciare o forse non ne abbia avuto la forza.
    Ma tu puoi, sempre e comunque.
    Ciao piacere di conoscerti. Un abbraccio forte forte.

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    1. Conosco queste sue parole, le rileggevo anche qualche giorno fa. Quantomai azzeccate, assolutamente.
      Grazie per la visita e piacere mio di conoscere te :)

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  8. Odio esser pessimista (ma questo periodo è così). Le case demolite si posso ricostruire è vero ma... Saranno diverse, forse più belle, forse no, in qualsiasi caso saranno diverse. Il problema principale sta nel demolirsi.. la persona non è una cosa, non si demolisce mai del tutto, quindi difficile la si possa ricostruire, la si può riparare (e le riparazioni lasciano sempre qualche imperfezione che se pur bella ti ricorda come era prima). Comprendo benissimo il bisogno di scrivere.

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    1. Saranno diverse, ok.
      E allora? :) davvero un cambiamento ti fa così paura? tutto cambia nella vita, non sempre in meglio, ma tutto è fatto per mutare, evolversi, andare avanti.
      Non si può restare ancorati ad uno scoglio frantumato solo perché "è il proprio scoglio".

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    2. "davvero un cambiamento ti fa cosi paura?" bella domanda... Risposta al volo non pensandoci. Non ho mai paura per me, ma per chi mi sta intorno.

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    3. A me fa paura in entrambi i sensi, ma a volte credo che la paura debba essere in qualche modo arginata o sconfitta.
      Grazie per la risposta :) un abbraccio.

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  9. Travarsi nel silenzio è capire la linea sottile tra la vita e la morte.
    Montevago..Gibellina..Archeologia del terremoto
    Maurizio

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