sabato 3 gennaio 2026

Pollicino

 

Sono stata un po' via in questi giorni.
Stanze d'albergo, casa d'origine, luoghi conosciuti, altri che non avevo mai visto prima.
Chilometri macinati, occhi stanchi, piedi arrossati, decine di fotografie.
Il cuore colmo di cose buone, perché questo succede viaggiando. Ci si riempie sempre un po'.
Ed è stato bello anche rientrare a casa, nei miei spazi, tra gli oggetti che mi sono familiari.
Mi ero portata dietro un bagaglio pesante, e non parlo di vestiti.
Credo di aver lasciato andare via qualcosa, come Pollicino con le briciole.
Io sono il tipo cui piace buttar via, che sta bene quando si libera di oggetti che non le servono più.
Pulisco, riorganizzo, creo spazio. E mi sento meglio.
Ma ci sono cose che non si possono buttare via senza guardare.
Allora anche in questi giorni ho avuto i miei momentacci.
E tornare qui dentro, dopo aver finito di pulire tutto, cucinare, stendere, arrabbiarmi con la pioggia, riscaldare casa, mettere via le valigie, pensare alle lavatrici... quando tutto era compiuto, e la notte scendeva implacabile dopo un tramonto mozzafiato... son tornati anche quei pesi che pensavo di aver lasciato tra i vicoli, sulle piazze, in mezzo alle decorazioni natalizie, nei bar dove avevo consumato i miei caffè.
Si può andare, guardare, mangiare, bere, annusare.
Ci si può riempire di distrazioni, di pensieri collaterali.
Ma quelli importanti, poi, tornano.