mercoledì 14 gennaio 2026

Grigio




Mi sento spaesata, oggi.
Come se il mondo, sotto i miei piedi, traballasse.
Come un tavolo con i piedi rotti.
O una sedia tarlata.
Così è il mondo, oggi. 
E per quanto mi impegni, per quanta strada faccia, per quanto cerchi di raddrizzare le cose, mi sento spingere verso il basso.

Le nuvole sono fitte, grigio topo.
Il mare sciaborda appena.
Non ci sono barche in acqua.
I pescatori, vecchi e giovani, sono tutti a riva, con la loro sfilza di auto, a parlottare tra loro.
Osservano, decidono, aspettano. 
Percepiscono la mia presenza ma non ci guardiamo, faccio ormai parte del paesaggio, sono un habitue. 

E a ridosso del mare non c'erano altri che io. 
Mi sono sentita sola, residuo di un sogno strano, in cui mi sposavo senza uno sposo. 
O di quando ieri mattina ho visto i miei zii, morti da qualche anno. Erano con me, insieme ad altra gente che non conosco. Parlavamo tranquilli. Un sogno strano anche quello, una vicinanza che non è presenza.
Sembravo serena, in entrambi i casi, ma non lo ero.
Si chiama apparenza. 
Dentro gli occhi avverto un tremolare cauto, una tempesta mite.

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