mercoledì 18 dicembre 2024

Pagina Bianca

Quadro di Paolo Carnemolla.


I momenti nei quali avresti più da dire, spesso sono quelli in cui riesci a scrivere meno.
Ti blocchi. 
La pagina bianca diventa un buco nero che t'inghiotte. 
Non riesci a mettere in fila neanche tre parole una dietro l'altra, figuriamoci un discorso intero che abbia un senso compiuto. I pensieri non si allineano, si aggrovigliano su sé stessi, si attorcigliano come code di serpenti. Un po' cerchi di sbrogliarli, un po' decidi di guardarli da fuori, quasi assente, estranea, una sconosciuta che osserva qualcosa che non gli appartiene.
E loro lì, indisposti e indisponenti, a rider di te e dei tuoi tentativi di far chiarezza.

Allora semplicemente prendi atto del fatto che non tutti i pensieri siano fatti per essere compresi.
Che alcuni vadano solo pensati, ascoltati, osservati.
E che si vive anche senza quel mito della chiarezza assoluta, del nitido, del perfetto.
Si vive anche in mezzo ai grovigli, alle sensazioni astratte, ai momenti poco lucidi.

10 commenti:

  1. Si vive di groviglio, gorgo astratto come il dipinto in testa al post.
    Pensavo al "blocco" dello scrittore. Io ne ho diversi, tutti a quadretti, dove i pensieri si sbrogliano, si accartocciano, si sovrappongono e si divertono, in rigoroso inchiostro nero.
    Poi finiscono compìti e precisini (o almeno credono) sul blog.
    Ma ogni tanto bello affrontare anche lo schermo bianco e quella voglia di scrivere, accade nei commenti del resto, a quei post che ti catturano restituendo voglia di leggere, confrontarsi, scoprire, identificarsi anche.
    Il "mito" della chiarezza.. un mito infatti.. ;)

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    1. Non mi sento scrittore, sono una persona però che ha sempre scritto molto. E ora come ora penso che servano anche i blocchi, che mi comunichino sempre qualcosa.

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    2. Sentirsi scrittrice non ha gran rilevanza rispetto all'esterno. :)

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    3. E chi lo sa. Tanto non mi ci sento né lo sono, direi che non mi riguarda 😁

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  2. Una cosa strana mi sta accadendo, forse perchè siamo vicini al Natale e ho voglia di donare anche quella parte di me che spesso ho nascosto e così ho scelto di regalare alle persone a me più care una delle cose più belle e semplici che potessi donare ma, che se voranno potranno custodire per sempre ... Una mia lettera.
    Così spinta dalle emozioni, dalla parte più intima e personale di me ho iniziato a scriverle... Hai miei figli, hai miei genitori e a Michele.
    Ho pensato di realizzare a mano e personallizare anche la busta che le contengano, perchè anche questo fa parte della mia identità.
    Potranno essere frainte ma, sono certa che un giorno dopo molte altre riletture e in cocncomitanza di periodi diversi della vita di ognuno di noi, probabilente quelle parole saranno comprese e anche i miei sentimenti provati adesso.

    Scritte con quel mio lessico semplice, non ricercato ma per questo spontaneo e sincero.

    Questi sono i miei regali di Natale.

    Un bacio da me quassù a te .... per scrivere i nostri pensieri e condividerli spesso non c'è bisogno di un blog ma di una lettera... Ma io ti prego continua a scrivere perchè spesso la lettura dei tuoi post mi ha aiutata a sfogare i miei pensieri nascosti ed ad aprirmi finalmente a qualcuno.
    Grazie :)

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    1. Vero, sotto questi miei post scrivi molto di te, un po' come se fosse un pezzo del blog che hai dovuto chiudere.
      Grazie per questo regalo e complimenti per la tua idea delle lettere. Un abbraccio.

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  3. Si vive soprattutto nei grovigli di emozioni, nelle difficoltà che non si riescono ad esprimere a parole. Si vive anche dei silenzi che a volte la pagina bianca ci provoca. E siamo noi, anche così, pura bellezza. Ti auguro un Natale Sereno vicina a chi vuoi bene.

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    1. Hai scritto molto meglio di me questo groviglio e il suo significato. Grazie davvero.
      Auguroni di buone feste a voi e un forte abbraccio.

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