Un vento capace di far cadere le persone.
Ma anche i primi timidi fiori che sbocciano nei miei vasi o dentro le fioriere lungo le vie.
Mi fermo ad osservarli come se dopo tanti rami secchi, la loro apparizione fosse presagio di una nuova serenità.
Ho un cuore pesante che cerca disperatamente di alleggerirsi.
E avrei dovuto evitare questo caffè che mi agita più di quanto io non sia già.
Però lo sorbisco lentamente, socchiudo gli occhi, sospiro.
E in quel sospiro c'è un po' di tutto. Un po' di tutte quelle cose che non riesco a dire ma che sono esattamente qui, dietro questo cuore gocciolante di sangue, che forse per questo pesa di più.
Me lo strizzo a poco a poco, come se fosse una spugna.
Del mio sangue m'impregno le mani.
Forse un giorno tutto questo dolore sarà solo un ricordo per te, per me.
Ma adesso ci si sguazza dentro come in una piscina in cui stiano nuotando dei piranha.
Anche quest'acqua si fa rosso sangue. Ci sono ferite ovunque si guardi.

Nessun commento:
Posta un commento