Nuvole scure si abbassano fino a toccare terra.
E così cielo e asfalto assumono uno stesso identico colore. Li si distingue e fatica.
Allora mi concentro sul verde dei giardini.
Sulle piante colme di limoni.
Sulle tinteggiature bizzarre delle pareti di queste belle villette.
Osservo ogni cosa come se la vedessi per la prima volta, e invece vengo qui ogni giorno, osservo le stesse identiche staccionate, gli stessi balconi, le stesse automobili parcheggiate lungo le strade.
Amo questo quartiere e non pensavo, quando mi trasferii qui, che sarebbe stato davvero così.
Per me era solo un luogo, un posto qualsiasi dove abitare.
E invece poi è diventato dimora, non solo casa.
Mi piace la tranquillità che vi si respira, le scuole, i servizi, le strade parallele e ordinate.
E' un posto simile a molti altri ma pian piano l'ho conosciuto e capito, con le sue imperfezioni, i suoi giorni storti. Come si potrebbe fare con una persona.
Sul mare quelle stesse nuvole ingrigivano le onde. Erano alte e chiassose, facevano un gran baccano.
Avevo staccato la musica da tempo, in giro non c'era nessuno.
Tutti preferivano il calore ed il conforto della propria casa.
Ma io ero lì, ad osservare quello che stavo osservando, a pensare quello che stavo pensando.
Inquieta come quel mare, con i ricci via via sempre più aggrovigliati, le labbra spaccate dal vento.
Non faceva neanche freddo e il lungo cappotto mi teneva al riparo dalle raffiche.
Poi il cielo m'ha fatto la grazia. E' iniziato a piovere solo quando ero già sotto la doccia bollente, con gli occhi chiusi, la musica di nuovo accesa. Non la sentivo davvero, ma sapevo che c'era.





