Non c'è musica stamattina. Solo il rumore di questa pioggia incessante.
Piange anche il cielo la nostra resa. Piange questo dolore insieme a noi.
Ieri è stata la serata più difficile della mia vita.
E questo è il giorno più complicato.
Ma altri ce ne saranno perché non si divide ciò che era fuso insieme senza, in parte, morire.
E quindi io adesso sono morta.
Una morta che cammina, che non riesce ad ascoltare neppure un po' di musica.
Perché il fracasso che ho dentro sovrasta ogni cosa, persino le apnee di questi singhiozzi.
Più di tutto piango il dolore che stai sentendo tu.
Tu che sei la persona migliore che io avrei potuto avere accanto.
Tu che ieri, ignaro del colpo che stava arrivando, sei andato a comprarmi un regalo meraviglioso.
Forse un giorno ringrazieremo il coraggio di quel momento, ma ora, ora, è solo buio.
Un buio in cui non mi so muovere, dove non so guardare.
E se credessi all'esistenza di un dio ora sarei qui a pregare per te, per me.
A pregarlo di tenerci ancora insieme, in qualche modo diverso, in un legame che trascenda la coppia.
Perché io non ci credo all'amore che finisce.
Non credo che vent'anni, sette mesi e un giorno possano diventare, improvvisamente, niente.
Ed io oggi ho l'assoluta certezza del fatto che tutto può crepare. I muri, le convinzioni, le belle promesse. Ma quello che ci ha legato no, mai.






