Ho scritto di più in questo periodo. Forse cerco di tirar fuori.
Oppure è il mio modo di non implodere. Non so.
Credo che l'esplosione interna sia già avvenuta. E che il mio corpo, la mia mente, stiano cercando di raccattarne i pezzi.
Mi sembra di camminare tra le macerie, a volte.
Come quella volta in cui in mezzo ai paesi terremotati ho calpestato chilometri di cocci in un paesaggio che sembrava senza vita.
Ma era più vivo che mai. Resisteva al disastro.
E anche io, tutto sommato, sto facendo questo.
Piove. Goccioline lievi che cadono scomposte, trascinate dal vento.
C'è una cosa che devo assolutamente capire: le case demolite si possono ricostruire.
E anche le persone.
